Nuovi media: semiotica delle passioni e corporeità
Greimas recupera l’idea del corpo come entità fondamentale nella mediazione di percezioni e rappresentazioni: i processi di significazione si svolgono a partire da una percezione che vede impegnato il corpo quale agente attivo e partecipe; all’interno di una “presa estetica” (saisie esthétique) i semi esterocettivi del mondo naturale e quelli interocettivi della mente si incontrano tramite la mediazione dei semi propriocettivi del corpo che vi immette quelle istanze timiche e foriche (un giudizio immediato e sensibile di piacere o dispiacere) che sono alla base della lettura soggettiva del mondo ricostruita dalla semiotica delle passioni (Ruggero Eugeni, Breve introduzione alla semiotica contemporanea, 2009).
Ugo Volli (Manuale di Semiotica, 2003) ci descrive come l'analisi del concetto di passione riesca a farci percepire le motivazioni alla base delle azioni dei personaggi. Le passioni assomigliano dunque ai ruoli tematici, contribuiscono alla creazione di proprietà che vanno ad aggiungersi ai ruoli attanziali, così da definire un personaggio e le sue funzioni all’interno del racconto. Ma le passioni sono anche “una sorta di dimensione fisica che fa in modo che essa sia legata per noi al nostro stato d’animo, al benessere o malessere che sentiamo, in definitiva al corpo”. Jacques Fontanille (Figure del corpo, 2004: 23) sostiene che con l'effetto di estendere il suo stesso sentimento d'esistenza, il corpo si 'prolunga' attraverso protesi e interfaccia, incarnate da oggetti (o da parti di essi) che tengono in memoria la loro origine e/o la loro finalità corporale, tanto che si configurano come proiezioni di figure del corpo sul mondo.
Passioni ed esperienze, dunque, filtrate ed elaborate dal corpo, vero serbatoio, schermo e filtro della significazione e mezzo frapposto tra mondo diretto e mondo diretto.
Il corpo come prolungamento di noi stessi, come espressione e rielaborazione dell'esperienza. Non solo mappe situazionali (cfr. Eugeni 2010) ma anche mappe somatiche o schemi corporei che emergono dal nostro interagire con il mondo. Noi sentiamo il nostro corpo interagire con il mondo nel momento in cui accogliamo le sensazioni che il mondo ci offre. È qui che avviene l'integrazione tra dati esterocettivi, i dati provenienti dal mondo, e dati propriocettivi, provenienti dalle percezioni del corpo in movimento.
La dimensione passionale va vista come il perfetto tratto di unione tra ritmi dell'espressione (musiche, tratti cromatici, spazialità, turni di parola) e ritmi del contenuto (narrativi, tematici, figurativi).
In una visione sociale della corporeità Traini (Le due vie della semiotica, 2006: 208) afferma che l'aspetto sociale del corpo sta nelle relazioni intersoggettive che può stabilire con altri corpi, in un regime di intercorporeità.
Ancora, secondo Volli il corpo è scritto e progettato, è un sistema di significazione/comunicazione attraverso il quale mostriamo strategicamente noi stessi.
